allenamento contro infortuni

Allenamento e movimenti quotidiani

Allenamento funzionale: solo nominarlo vengono in mente esercizi di ogni tipo: bilancieri carichi, kettlebell pesanti, onde con la rope, ecc. Oggi questa tipologia di allenamento fa parte della quotidianità dei palinsesti di tutte le palestre, e sono poche le persone che non hanno mai provato una lezione di funzionale.

Qualche anno fa le cose erano diverse, non esistevano le mode che ci sono oggi, non esistevano gli esercizi funzionali o meglio, esistevano ma erano esercizi che miravano ad un obiettivo ben specifico: uno sport, il recupero dopo un intervento, ecc.

Soprattutto quando si parlava di allenamento funzionale c’era sempre qualcuno che faceva una domanda fondamentale: “Funzionale a cosa?”. Perché il punto è questo: a cosa dovrebbe servire un allenamento simile? La risposta che viene data da molti trainer si basa sul fatto che il termine “funzionale” sta ad indicare i movimenti quotidiani: si potranno quindi eseguire in maniera più dinamica e senza problemi le attività che giornalmente vengono svolte.

Guardando lezioni di questo tipo si vedono spesso persone fare salti, sollevare grandi carichi, correre trasportando dei pesi, ecc. Il dubbio è lecito: sono le persone che si allenano in quel modo ad avere una vita eccessivamente attiva, oppure quei gesti non sono realmente utili per la loro quotidianità?

allenamento funzionale | lezione funzionale

Attenzione, non stiamo dicendo che lezioni di questo genere non siano utili, anzi, il punto è che probabilmente il focus degli allenamenti di questo genere non riguarda la funzionalità riferita alla vita quotidiana, quanto più un discorso generale di forza e ricomposizione corporea.

Il vero allenamento funzionale!

Come abbiamo già detto in un precedente articolo, il movimento non deve servire per far passare problemi metabolici o articolari, deve servire principalmente come prevenzione infortuni e malattie metaboliche. Com’ è possibile fare tutto questo?

Inserendo all’interno della propria routine di allenamento una serie di esercizi funzionali che ci aiutino a mantenere una postura corretta e che ricreino realmente i nostri movimenti quotidiani.

Cerchiamo di fare qualche esempio per capire che l’allenamento funzionale non è solamente quello fatto di grandi sovraccarichi ed esercizi tecnicamente complicati. Molte volte si fanno allenamenti utili alla nostra quotidianità anche in lezioni come posturale, pilates, all’interno della sala pesi, ecc.

Esercizi funzionali: errori e correzioni

Molte persone a fine allenamento sono abituate a fare gli addominali, nulla di male se solo venissero svolti in maniera funzionale a quella che è la nostra postura e quotidianità.

Prendiamo come esempio l’esercizio più eseguito da tutti per allenare questi gruppi muscolari: il crunch. Supini con gambe flesse e piedi in appoggio a terra, si flette il busto staccando le spalle fino a sollevare le scapole da terra. L’errore dov’è?

I muscoli addominali servono a stabilizzare il corpo, lavorano assieme ai muscoli di anca e schiena, contraendosi in maniera rapida durante dei brevi movimenti del busto o del corpo stesso. Guardando l’esecuzione del crunch si noterà che il movimento che viene eseguito è totalmente l’opposto di quello per cui i muscoli addominali sono pensati.

Si ha infatti un movimento da sdraiati che non fa lavorare l’addome in sinergia con i muscoli di anca e schiena. L’esecuzione prevede movimenti relativamente ampi e controllati quando quello che fa l’addome normalmente è esattamente l’opposto.

Come rimediare?
Il plank (avambracci a terra, gambe distese ed in linea col busto) è un esercizio che allena i muscoli di addome e schiena in maniera molto più funzionale. Se l’esecuzione classica risulta troppo complicata è possibile mettere gli avambracci sopra un rialzo o poggiare le ginocchia a terra. Se al contrario troppo semplice, si può fare lo stesso esercizio con gli avambracci appoggiati su una fitball o con i gomiti portati più avanti rispetto alla linea delle spalle.

plank | esercizi funzionali

Altro esercizio semplice ma fatto sempre in maniera errata sono le alzate laterali, spesso si eseguono allargando le braccia all’esterno in linea con il busto. In realtà tutti i movimenti che compiamo sono fatti portando il braccio sempre leggermente chiuso verso avanti, in maniera tecnica si dice dai 30 ai 40° di adduzione.

Pensate a quando prendete un bicchiere dall’alto, quando mangiate, ecc, il vostro braccio non si trova mai in linea con il busto ma è sempre leggermente avanti, questo per via della connessione che ha con la scapola che si ritrova leggermente inclinata in avanti. Se si vogliono allenare le spalle in maniera funzionale è inutile eseguire le alzate laterali come si vede fare spesso all’interno delle sale pesi e nei corsi fitness.

Alla fine l’allenamento funzionale non si trova solamente in una singola lezione con quel nome specifico. Un bravo trainer conosce esattamente il corpo umano e i suoi movimenti e sarà perfettamente in grado di costruire un allenamento pensato su voi stessi e sulla vostra vita quotidianità, indipendentemente dal fatto che siate in un corso fitness o in una sala pesi.

Un problema ed un dolore muscolare non devono essere un problema che vi impedisce di allenarvi ma sono proprio il motivo per cui dovreste fare movimento. Un corpo è in forma non solo quando si muove spesso ma quando sa esattamente come muoversi, è proprio questo ciò che un trainer esperto di ginnastica funzionale vi insegnerà a fare.

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